Che cos’è la CCSVI?
l’insufficienza venosa cerebrospinale cronica (CCSVI) è una sindrome emodinamica in cui vi è un anormale deflusso nelle vene extracraniche deputate al drenaggio del sangue dal sistema nervoso centrale. L’insufficienza venosa cronica cerebrospinale va quindi a creare una situazione di ipertensione venosa a livello cerebrale.
Le anomalie venose che compromettono il deflusso del sangue dal cervello e dal midollo spinale possono essere molto diverse. Infatti, si trovano un gran numero di tali ostacoli, tra cui: stenosi, setti, valvole invertite, cercini, torsioni, ecc…
Ad oggi si pensa che tali anomalie siano principalmente congenite.
Come faccio a sapere se ho la CCSVI?
Deve sottoporsi ad eco-color-doppler che deve essere eseguito secondo nuovi criteri studiati e introdotti ex-novo dal prof. Paolo Zamboni.
E’ stata necessariamente rivista la modalità di studio della circolazione venosa extracranica (vene giugulari) alla luce delle nuove intuizioni e dei nuovi rilievi patologici.
E’ tutt’ora in corso di studio e di scrittura la metodologia di studio a livello venoso intracranico applicata al paziente con CCSVI, ed in particolare le ripercussioni emodinamiche sul sistema venoso intracranico determinate dagli ostacoli riscontrati nelle vene extracraniche.
L’eco-doppler quindi deve essere affidato a chi si sta dedicando all’approfondimento dei quadri emodinamici nella CCSVI e mantiene contatti periodici di aggiornamento e di scambio con il centro del prof. Zamboni ed inoltre da chi ha partecipato a corsi di formazione specifici e attestati.
In cosa consiste l’eco-color-doppler per insufficienza venosa cronica cerebro-spinale?
L’eco-color-doppler si esegue come una normale ecografia, ma con una sonda dotata di doppler per la rilevazione delle caratteristiche del flusso sanguigno.
Il nostro gruppo lavora principalmente con il centro diagnostico CIDIMU diretto dal dott. Ugo Riba che tra i primi ha approfondito la metodica.
Lo studio consta di 4 fasi: la prima prevede lo studio, attraverso un eco-color-doppler, delle vene del collo del paziente in posizione a 0°; la seconda, il medesimo studio sul paziente in posizione a 90°; la terza e la quarta fase consistono nell’effettuare un eco-color-doppler venoso transcranico con il paziente dapprima in posizione a 0° e successivamente in posizione a 90°.
Che cosa viene rilasciato al paziente dopo eco-color-doppler?
Il giorno dell’esecuzione dell’esame al paziente vengono rilasciate le immagini dell’eco-color-doppler in formato cartaceo e su cd. dopo qualche giorno (in media 3 o 4 giorni) è disponibile il referto che può essere ritirato di persona oppure può essere inviato tramite e-mail o via posta; se l’esame è positivo viene consegnata la documentazione preliminare allo studio angiografico/flebografico (esami del sangue; materiale informativo sulla procedura) che resta comunque e ovviamente a totale discrezione del paziente.
In cosa consiste il trattamento, una volta diagnosticata la CCSVI?
E’ stato sperimentato un trattamento cosiddetto endovascolare che necessita di un breve ricovero, ma non di bisturi ed anestesie generali: attraverso la puntura di una vena periferica viene inserito un catetere che viene guidato da un radiologo interventista all’interno dell’apparato vascolare. Quando si raggiungono le vene sede degli ostacoli l’operatore gonfia un palloncino che permette di dilatare i restringimenti (vedasi angioplastica in CCSVI).
Che cos’è una sala angiografica?
La sala angiografica è una sala radiologico-operatoria: grazie ad un apparecchio che si chiama angiografo, il Radiologo Interventista o lo specialista in trattamenti endovascolari può produrre immagini o filmati degli organi o apparati all’interno del corpo grazie all’impiego di raggi X.
Che differenza c’è tra flebografia e angiografia?
Il termine flebografia viene riservato allo studio delle vene, mentre con la parola angiografia ci si riferisce allo studio delle arterie.
A che ora bisogna presentarsi il giorno dell'intervento?
Generalmente alla mattina alle 7.30, a digiuno e assolutamente senza sospendere qualunque terapia in atto.
Quanto dura l’intervento?
Dall’ingresso nell’antisala operatoria angiografica all’inizio dell’intervento vero e proprio c’è un tempo variabile tra i 15 e i 30 minuti. Segue la preparazione del campo operatorio e la copertura del paziente con telo sterile che dura 15 minuti circa. La durata della fase diagnostica dell’esame dipenderà dalla difficoltà di cateterizzazione delle vene giugulari e dell’azigos e dipenderà dal numero di proiezioni angiografiche da eseguire per capire la natura dell’ostacolo: di solito non richiede più di 20-30 minuti. Il trattamento degli ostacoli intravenosi dura tra i 30 minuti e 1 ora, compresa la rimozione dell’accesso venoso. Da ultimo trascorrerà 15 minuti circa nell’antisala per l’osservazione post-procedura.
Cosa si intende per angioplastica?
Il rimodellamento del vaso non normale con approccio endovascolare e utilizzando tutti gli strumenti a disposizione per correggere al meglio il difetto che è causa di un problema.
Cosa sono i palloni da angioplastica?
E’ il primo strumento che è stato messo a disposizione degli interventisti dell’endovascolare circa 40anni fa. Oggi ci sono più di 100 tipi differenti di palloni sia per materiale di costruzione che di forma. inoltre ci sono palloni che possono spingere più di altri sui restringimenti potendo raggiungere le 20atm di gonfiaggio. Per questo come tutti i dispositivi chirurgici devono essere usati da mani esperte.
Cosa sono gli stent?
Gli stent sono reticelle metalliche di forma cilindrica costruiti con diversi materiali.
Questi hanno diverse caratteristiche e pertanto potranno essere: più o meno flessibili, con alta, media, bassa forza radiale (spinta esercitata sulla parete del vaso), più o meno rigidi ecc. ecc.
Ci saranno ad oggi circa 100 diversi tipi di stent con autorizzazione all’utilizzo nell’apparato vascolare.
Essendo tra gli strumenti a disposizione dell’interventista endovascolare ci sono occasioni nelle quali si devono utilizzare per migliorare il risultato di una procedura.
Quale fattore porta il chirurgo ad applicare lo stent in seduta operatoria e non limitarsi all’uso del palloncino?
Quando in seguito ad una dilatazione fatta con un pallone la vena tenda a richiudersi immediatamente; quando sempre col pallone si provochi una dissezione nella parete della vena che dia un’ulteriore limitazione al flusso di sangue; in caso di rottura della vena; in caso di torsioni della vena sul proprio asse ed altre situazioni nelle quali il pallone non sia in grado di risolvere da solo il problema dell’ostacolo.
Quali sensazioni avvertirò durante l’intervento?
I pazienti solitamente riferiscono: “un pizzico all’inguine”, seguito da una “sensazione di lieve bruciore” che dura 2-3 secondi.
Una volta che l’esame è iniziato durante la fase diagnostica non avvertirà alcun dolore, ma sensazioni descritte diversamente da soggetto a soggetto come: movimenti all’interno, tirare all’interno, lieve amaro in bocca, fastidio dietro l’orecchio.
Durante l’intervento si sentiranno alcune delle sensazioni precedenti, ma più decise: tirare o pressione all’interno ai lati del collo o sensazione di dolenzia alternativamente all’arto superiore destro, sinistro; calore agli arti, “calore alle estremità superiori e/o inferiori”, “sensazione di detensione”, “sensazione di temporanea di avere un osso in gola durante la deglutizione” che corrisponde al momento quando il palloncino sarà gonfio all’interno della vena.
E’ possibile essere “addormentati” durante l'intervento per non sentire nulla?
Solo il 10-15% di tutti gli interventi in sala angiografica vengono eseguiti in anestesia generale: Citiamo a titolo di esempio gli interventi di embolizzazione di aneurisma cerebrale, aneurisma aortico, la TIPSS, alcune procedure per patologie epatiche…).
Nel caso della CCSVI non è prevista l’anestesia generale, ma verra' praticata un'anestesia locale nel punto del corpo scelto come ingresso all’apparato vascolare venoso. Successivamente, solo per gli individui particolarmente ansiosi, a nostro insindacabile giudizio o di quello del collega anestesista eventualmente contattato, verranno somministrate sostanze sedative scelte in base alle caratteristiche sintomatologiche evidenziate al momento.
Quanto tempo bisogna aspettare dopo l'intervento, prima di poter essere dimessi?
Se il paziente viene operato entro le 12 del giorno stesso potrà essere, in assenza di complicazioni anche lievi, dimesso nel tardo pomeriggio; tutti i pazienti operati nel pomeriggio verranno dimessi il giorno successivo.
In cosa consiste la medicazione compressiva?
La medicazione compressiva consiste in una o più compresse di garza arrotolate ad assumere forma cilindrica (tampone)che vengono posizionate sopra al punto scelto come accesso all’apparato vascolare e assicurate mediante un bendaggio avvolto strettamente allo scopo di esercitare una pressione in grado di impedire un sanguinamento.
Quali comportamenti devono essere assunti dopo che la dimissione con medicazione compressiva ancora in sede?
Fino al mantenimento della medicazione compressiva si consiglia di mantenere l’arto in posizione estesa ed in particolare senza flessione all’inguine per non allentare la compressione sulla vena.
Che cosa viene rilasciato al paziente al momento della dimissione?
Il referto angiografico e il relativo CD delle immagini/sequenze flebo grafiche e la lettera di dimissione (note sul ricovero, intervento e terapia postintervento)
Esiste una possibilità di terapia sostitutiva alla seleparina post intervento, con farmaci a somministrazione orale?
Non prendiamo in considerazione l'uso di altri farmaci se non eparina e coumadin perché i dati che escono dal nostro studio devono essere omogenei. L’eccezione sarà possibile solamente di fronte a comprovata diatesi allergica o a pregressi problemi legati alla specifica sostanza
Come sono i risultati delle vostre procedure? Avete dati sulla vostra casistica? (numero di pazienti migliorati, stabili, peggiorati, percentuale di restenosi, recidiva di malattia, percentuale di stent utilizzati?)
Non rilasciamo dichiarazioni circa i risultati ad oggi ottenuti per non farVi incorrere in pericolosi e grossolani errori di valutazione. Infatti le attuali considerazioni sull’argomento sarebbero unicamente sensazioni, non avrebbero alcun significato statistico e pertanto in questa fase assolutamente fuorvianti.






